Camminata al tramonto alla Sentina
- Dettagli
- Categoria: Notizie
- Visite: 219
Torna la Camminata al tramonto alla Sentina: appuntamento il 14 luglio
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo il successo delle precedenti edizioni, torna la “Camminata al tramonto alla Sentina”, iniziativa che si svolgerà martedì 14 luglio lungo i sentieri della Riserva naturale della Sentina.
L’evento, gratuito e aperto a tutta la cittadinanza, è organizzato da Unione Sportiva Acli Marche APS e Associazione Il Marcuzzo, in collaborazione con il Comune di San Benedetto del Tronto – Assessorato al Turismo.
Il ritrovo dei partecipanti è fissato alle ore 18.15 presso l’ingresso nord della Riserva, in fondo a via del Cacciatore a Porto d’Ascoli. A seguire, una guida naturalistica accompagnerà il gruppo in un percorso che permetterà di conoscere più da vicino la flora e la fauna della Sentina.
La Riserva naturale della Sentina è uno degli ambienti più preziosi della costa adriatica: un mosaico di cordoni sabbiosi, zone umide retrodunali, praterie salmastre e aree di nidificazione, che ospitano specie vegetali e animali rare, spesso scomparse dal resto del litorale a causa dell’antropizzazione. Camminare in questo contesto significa immergersi in un paesaggio autentico, dove la natura conserva ancora i suoi ritmi originari.
La camminata al tramonto offre un’esperienza particolarmente suggestiva: la luce dorata della sera, il silenzio della riserva, i colori che cambiano lentamente e la brezza marina creano un’atmosfera unica, capace di unire benessere, bellezza e scoperta del territorio. È un momento ideale per rallentare, osservare e vivere la natura in modo rispettoso e consapevole.
La prenotazione è obbligatoria e va effettuata entro il 13 luglio inviando un messaggio al numero 3939365509, indicando nome, cognome e il luogo della camminata.
Ascoli e i cinque sensi
- Dettagli
- Categoria: Notizie
- Visite: 206
Il 13 luglio appuntamento con “Ascoli e i cinque sensi”
Lunedì 13 luglio, con partenza alle ore 21 da Piazza Matteotti ad Ascoli Piceno sotto la statua di Cecco d’Ascoli, si svolgerà un nuovo percorso culturale promosso da Unione Sportiva Acli Marche. La manifestazione rientra nell’ambito del progetto “SSC – Social smart city” del Comune di Ascoli Piceno, sviluppato grazie al bando “Educare in comune” e coordinato dalle Acli provinciali per rafforzare la rete territoriale del welfare comunitario.
L’iniziativa, dal titolo “Ascoli e i cinque sensi”, propone un’esperienza di visita che invita i partecipanti a riscoprire la città attraverso una percezione più completa e coinvolgente. Grazie alla presenza di una guida turistica abilitata, il percorso permetterà di osservare dettagli architettonici spesso trascurati, ascoltare storie e curiosità legate ai luoghi visitati, percepire profumi e atmosfere dei vicoli e delle piazze, fino a cogliere suggestioni tattili e sensoriali che rendono unico il centro storico ascolano. Un modo diverso, più immersivo e partecipato, per conoscere Ascoli Piceno e il suo patrimonio culturale.
La partecipazione è gratuita, con un massimo di 100 posti disponibili. Per iscriversi è necessario inviare un messaggio al numero 3939365509 indicando nome e cognome entro il 12 luglio. In caso di pioggia la manifestazione sarà rinviata ad altra data.
Lezioni gratuite di yoga a Rotella
- Dettagli
- Categoria: Notizie
- Visite: 309
Dal 13 luglio al 31 agosto lezioni gratuite di yoga a Rotella
Dal 13 luglio al 31 agosto, a Rotella, si svolgerà un ciclo di lezioni gratuite di yoga tenuto dagli insegnanti del Centro Hara Scuola di Yoga, in collaborazione con il Comune di Rotella e con il coordinamento dell’U.S. Acli provinciale Aps. Le attività si terranno ogni lunedì, dalle 19 alle 20, presso Piazzale Europa – Area Dancing. Lo yoga proposto è un metodo dolce e accessibile, basato su respirazione, mobilità articolare e posture che favoriscono equilibrio, concentrazione e benessere generale. Praticare yoga nel tardo pomeriggio è particolarmente utile: secondo uno studio pubblicato sul Journal of Physical Activity and Health, una sessione serale riduce i livelli di cortisolo e favorisce un più rapido recupero dallo stress accumulato durante la giornata lavorativa. La pratica serale migliora inoltre la qualità del sonno e aiuta a ristabilire un ritmo psicofisico più armonico. Per informazioni o iscrizioni è possibile contattare il numero 3934836897.
La festa di ra barca - di Vittorio Camacci
- Dettagli
- Categoria: Notizie
- Visite: 249
Partii da Sanremo di buon mattino, quando il mare ha ancora quel colore incerto tra il sonno e la luce. La strada che sale verso Bajardo si arrampica decisa, lasciandosi alle spalle il profumo salmastro per entrare lentamente nei boschi. Da cronista, tornavo ancora una volta a raccontare Festa Ra Barca, ma questa volta con la sensazione che la storia di Angelina meritasse di essere ascoltata fino in fondo.
Arrivai in paese che già si respirava un’aria sospesa. Non era solo festa: era memoria viva e la memoria, qui, ha il volto di una ragazza.
Mi fermai a parlare con un anziano, seduto su un muretto, lo sguardo perso verso i monti. “Angelina non era una qualunque,” mi disse piano. “Era la figlia del conte, ma soprattutto era una che aveva scelto l’amore.”
La leggenda racconta che ai tempi delle Repubbliche marinare, quando i boschi di Bajardo fornivano legname prezioso alla Repubblica di Pisa, tre uomini arrivarono in paese per controllare i carichi destinati alle navi. Non erano semplici marinai, forse dignitari, forse uomini di fiducia e come spesso accade nelle storie vere travestite da leggenda, non portarono via solo legname.
Si innamorarono.
Tre figlie del conte, tre amori segreti. Ma quello di Angelina era diverso. Non aveva prudenza, non aveva paura. Era fatto di attese rubate e incontri furtivi, lungo quello che oggi chiamano ancora viale degli Innamorati.
Immaginai quella notte.
Il paese addormentato, il silenzio dei boschi e lei che esce piano dalla casa del padre, senza voltarsi indietro. Sa che sta scegliendo e sa anche cosa rischia. L’amore, in certe storie, non è mai una cosa leggera.
Il giovane pisano la aspetta. Deve partire. La nave, “ra barca”, è pronta sulla costa. Non c’è tempo per promesse lunghe: solo una decisione.
Fuggire.
Ma il conte scopre tutto e qui la leggenda si fa dura, senza sconti. Non c’è perdono, non c’è esitazione. L’onore, il potere, la rabbia: tutto si mescola. Parte all’inseguimento, armato.
Li raggiunge al Passo Ghimbegna e lì accade il gesto che ha attraversato i secoli.
Un colpo netto. Senza parole.
Angelina cade e con lei quell’idea di amore che aveva sfidato tutto. Il luogo, raccontano, prese il nome di Pian Chissora, dall’esclamazione dei marinai: “chissà ora…”, quasi a dire che da quel momento nulla sarebbe stato più come prima.
Ma la storia non finisce con la morte.
È questo che a Bajardo si sente forte.
Gli abitanti, impietositi, o forse indignati, raccolgono il corpo della ragazza. Lo avvolgono in un manto bianco e lo portano fin su, verso il castello. È un gesto potente: non stanno solo seppellendo una figlia, stanno imponendo al conte di riconoscerla, di darle dignità anche dopo avergliela negata in vita.
Da quel momento, Angelina non è più solo la figlia del conte. Diventa memoria collettiva.
Il pino che vedo oggi in piazza, con quella fronda verde in cima, non è solo un albero: è una testa, è un simbolo, è un modo per dire che quella storia non si è mai chiusa davvero.
Quando iniziarono a issarlo, il brusio si spense. Le funi tese, le braccia coordinate, il tronco che si solleva lentamente. Sembrava davvero un albero maestro che prende il vento.
Qualcuno iniziò a cantare.
La ballata di Ra Barca non è solo musica: è teatro dell’anima. Nelle sei parti si sente tutto. L’innamoramento leggero, la speranza, il dubbio, il lamento… e poi il dramma. Quando arriva quel passaggio, lo si percepisce anche senza capire ogni parola: le voci cambiano, si fanno più dure, più profonde e lì, per un attimo, sembra davvero di essere su quel passo, in quella notte.
Mi ritrovai a girare anch’io attorno all’albero, nel “girà ‘ra barca”. Un passo dopo l’altro, in senso orario e poi contrario, come se si volesse riavvolgere il tempo. Come se, girando abbastanza, si potesse cambiare il finale.
Ma il finale non cambia.
Passò una settimana e tornai per l’ultimo giorno.
Quando il tronco venne abbattuto, ci fu lo stesso rispetto che si ha per qualcosa che ha avuto un’anima. Poi però, come sempre accade nei paesi, la vita riprese subito il sopravvento.
L’asta.
Il Gran Cerimoniere chiamava le offerte, e la gente rilanciava con decisione. Quel legno, così perfetto, faceva gola. Ma non era solo per il materiale: era per portarsi a casa un pezzo di quella storia e fu proprio lì che sorrisi.
Perché quella scena, così intensa, così partecipata… mi era fin troppo familiare. Anche al mio paese, alla fine della festa, il tronco viene messo all’asta. Non abbiamo Angelina, non abbiamo conti né marinai pisani, ma abbiamo lo stesso spirito: le voci che si accavallano, le offerte che salgono, qualcuno che non molla fino all’ultimo.
Cambia la leggenda, ma non cambia il cuore.
Scendendo verso Sanremo, con il mare che riappariva tra le curve, pensai che forse è proprio questo il senso di tutto. Le storie come quella di Angelina servono a dare forma al tempo, a renderlo raccontabile.
I gesti, issare un albero, girarci intorno, metterlo all’asta, servono a non dimenticare.
Perché in fondo, ogni paese ha la sua “barca” e ognuno, a modo suo, continua a farla salpare.
Vittorio Camacci