Cronache da Aspettaespera - di Vittorio Camacci
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Cronache da Aspettaespera - di Vittorio Camacci
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...Dopo molte curve arrivò finalmente al paese di Aspettaespera.
Non compariva su nessuna carta geografica.
Eppure tutti, nel cratere, prima o poi ci finivano.
All'ingresso un cartello diceva:
"Qui il domani è sempre meglio di oggi. Peccato che non arrivi mai."
Il sindaco gli diede il benvenuto.
«Qui funziona tutto alla perfezione.»
Infatti vide...
...un municipio aperto e un paese chiuso.
Una ricostruzione che cresceva nei grafici e diminuiva nelle strade.
Case perfette senza famiglie.
Piazze restaurate senza bambini.
Panchine nuove dove sedevano solo i ricordi.
Boschi che avanzavano perché gli uomini arretravano.
Sentieri puliti che portavano dove la speranza di antiche pratiche agricole non voleva morire.
Internet velocissimo per raccontare un territorio che si stava lentamente spegnendo.
Milioni di euro che attraversavano il cratere senza fermarsi nei paesi.
Montagne ricchissime di bellezza e poverissime di abitanti.
Convegni affollati sulla rinascita e bar vuoti all'ora del caffè.
Più esperti arrivavano.
Meno gente rimaneva.
Più si parlava di comunità.
Più la comunità si dissolveva.
Più aumentavano le inaugurazioni.
Più diminuivano le serrande alzate.
Poi vide arrivare i "ladri di briciole".
Non rubavano casseforti.
Rubavano ciò che restava.
Un bando.
Una fotografia.
Una consulenza.
Una passerella.
Un finanziamento.
Una conferenza.
Un titolo sul giornale.
Si presentavano come salvatori.
Ripartivano come collezionisti di applausi.
Lasciavano dietro di sé gli stessi problemi, ma con qualche manifesto in più.
Gli abitanti li riconoscevano subito.
Sorridevano.
Li ascoltavano.
Li salutavano.
Aspettavano che ripartissero.
Perché avevano imparato che chi arriva promettendo di cambiare tutto, spesso cambia soltanto il proprio curriculum.
Camminando ancora trovò una fontana.
Non usciva acqua.
Scorrevano pratiche.
Accanto cresceva un albero.
Faceva foglie di carta bollata.
Ogni autunno perdeva autorizzazioni.
Ogni primavera germogliavano nuovi regolamenti.
«Che strano posto...» disse.
Il vecchio del paese sorrise.
«No, ragazzo... questo non è uno strano posto.»
«È semplicemente un luogo dove l'assurdo è riuscito a ottenere il certificato di normalità.»
Fu allora che comprese.
Ad Aspettaespera nessuno aspettava davvero la ricostruzione.
Aspettavano che qualcuno si ricordasse che una montagna vive solo se ci vivono gli uomini e che la ricostruzione non comincia quando arriva un finanziamento.
Comincia quando smettono di arrivare i " ladri di briciole" e tornano a contare le persone.
Intanto il vecchio Sante contava le sue novanta primavere sotto gli occhi innamorati della sua Ines che non lo lasciava un attimo, neanche quando friggeva le pizzonde. Ad Aspettaespera solo l' amore non finiva mai.
Vittorio Camacci
Sulle tracce di San Francesco
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“Percorsi culturali piceni – Itinerari inclusivi sulle tracce di San Francesco”
Il progetto si avvia alla conclusione.
Si avvia alla conclusione il progetto “Percorsi culturali piceni – Itinerari inclusivi sulle tracce di San Francesco” sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e realizzato da dall’Unione Sportiva Acli Marche con la collaborazione di Sorda Picena Sociale e Ente Nazionale Sordi Ascoli Piceno/Fermo.
Sono già stati realizzati, infatti, 7 eventi nelle città di Ascoli Piceno, Monteprandone, Grottammare, Offida, Ripatransone e Rotella che hanno fatto registrato più di 380 presenze di cittadini di ogni età.
In occasione del “Festival del sociale”, organizzato dal Comune di Ascoli Piceno, è stato realizzata una guidata alla città di Ascoli Piceno, con servizio di interpretariato Lis, per conoscere i tanti siti di interesse culturale legati a San Francesco d’Assisi e all’ordine dei francescani, con conclusione presso il Santuario di San Serafino da Montegranaro.
Nelle prossime settimane sono in programma altri eventi dello stesso progetto. Il 27 settembre a Montalto delle Marche, l’11 ottobre a Venarotta e il 18 ottobre a Montedinove. Il tema delle manifestazioni sarà sempre una maggiore conoscenza e la valorizzazione dei siti connessi al francescanesimo nelle città.
La partecipazione alle attività del progetto “Percorsi culturali piceni – Itinerari inclusivi sulle tracce di San Francesco” è gratuita.
Clausura ai piedi del Gran Sasso - di Vittorio Camacci
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Prima della processione dell' Immacolata, l' immoto silenzio a cui tutte erano abituate s' accresceva nell' attesa, nell' incredulità. Saliva dal di fuori, oltrepassava le mura d'arenaria, travolgeva il San Sebastiano dell' affresco. La Madre Superiora sentiva l' approssimarsi dell' evento sacro salire dalle scale sdrucciole, vecchie di secoli, per poi dirigersi verso il chiostro umido del convento. Il paese smetteva di affliggersi e la sospensione arrivava fin dentro le celle. La Madre Superiora non vedeva, oramai, il paese da vent'anni, avvolta nella sua clausura. Ne aveva avuta qualche immagine dal finestrino del pulmino Wolkswagen T2 quando con le consorelle era partita per gli esercizi spirituali a Roma. Eppure il paese la Madre Superiora lo vedeva tutto: lo sentiva articolarsi intorno a lei per i vicoli profumati di candeggina e le ante spalancate dei palazzi terremotati. La Madre Superiora ricordava e vedeva perché se Dio aveva pensato di mandarla là dentro un motivo doveva esserci. Per questo sorrideva sempre e gli anni della sua doppia vita ora coincidevano e si chiudevano come le due parti della Bibbia. Metà vita era stata Maria e l' altra metà Madre Teresa. Nella prima parte di quel libro sì era dedicata completamente alla corsa. Quando allungava la falcata, sforzava i tendini, recuperava il fiato avvertiva la nota d'attacco: Maria era tutta nel suo corpo e nelle sue gambe. La mente c'era, ma era servita prima, negli allenamenti. Ora lei l' escludeva: doveva sentire e sentiva la caviglia tendersi, i muscoli che spingevano, i quadricipiti che richiamavano le cosce in avanti. Non guardava l' allenatore durante l' esecuzione non ne aveva bisogno. La perfezione e l' incanto si costruivano da soli sulla pista, come doveva essere l' universo esploso dopo la Creazione. Ogni stella al suo posto a creare costellazioni, lei era una di quelle. Quando andava ai raduni internazionali c'erano ragazzi di tutto il mondo e la religione nei campus non era una sola, e anzi, molti a Dio non ci credevano affatto. Allora Maria raccoglieva in sé tutte queste versioni e le costruiva insieme e si era immaginata Dio motore immobile a dar energia al Big Bang. Ma allora, quando aveva vent'anni, fu mentre faceva le ripetute in salita, nel suo paese che Gesù la chiamò. Proprio Gesù, non gli alberi, o Dio, o la Vergine, no no : proprio Gesù. Si c'erano gli alberi e Dio dietro le nuvole e le rocce del Gran Sasso, ma Gesù la chiamò da un' altro luogo: dal suo stesso corpo. Le scoppiò in petto un' affanno che era una felicità, ma così grande, ma così grande che si dovette fermare per guardarla tutta. E stava ferma, Maria, sotto il grande noce, in piedi accanto la statua di San Gabriele e ancora il fiatone nel petto. Davanti a lei guardava la felicità. Si, c'era una croce sullo spuntone di roccia: ma non era quello il segno. Il segno era nella bocca dello stomaco, le afferrava il cuore, la pancia ed il petto assieme. Allora fu costretta a dirselo: si era innamorata. E mentre lo ammetteva rideva, tutta emozionata e si toccava le cosce , i fianchi per riconoscersi, ed in effetti si riconosceva.
Vittorio Camacci
Mercatino Antiquario di Ascoli Piceno
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Mercatino Antiquario di Ascoli Piceno
Terzo fine settimana del mese – 19 e 20 settembre
Dopo la consueta pausa dei mesi estivi, il centro storico di Ascoli Piceno si prepara a riaccogliere l'evento più atteso da appassionati, turisti e collezionisti.
Sabato 19 e domenica 20 settembre segnano il ritorno ufficiale del Mercatino Antiquario, l'appuntamento storico che, come ogni terzo fine settimana del mese, trasforma le vie cittadine in un museo a cielo aperto.
Questa edizione della ripartenza vanta la presenza di ben 200 espositori selezionati, pronti a proporre pezzi rari di antiquariato, oggetti da collezione, abbigliamento e accessori vintage, affiancati da un'interessante selezione di artigianato artistico e prodotti tipici del territorio.
La manifestazione si articolerà capillarmente nel cuore della città, garantendo un'esperienza immersiva. Sabato 19 settembre le attività prenderanno il via in Piazza del Popolo dalle ore 9:00 alle ore 19:00, mentre il Chiostro di San Francesco, Corso Trieste e Piazza Roma si uniranno alla kermesse nel pomeriggio, accogliendo il pubblico dalle ore 15:00 alle ore 19:00. Domenica 20 settembre, invece, l'intero circuito espositivo rimarrà aperto per tutta la giornata, con orario continuato dalle ore 9:00 alle ore 19:00, permettendo a visitatori e buyer di fruire con la massima flessibilità dell'offerta culturale e commerciale.
In Italia, il commercio di antiquariato e vintage rappresenta un comparto economico solido e in continua evoluzione, capace di muovere un indotto significativo legato al turismo culturale e alla valorizzazione dei borghi storici. I mercati periodici non sono semplici fiere commerciali, ma veri e propri presidi culturali che tutelano la memoria storica del Paese. Il collezionismo italiano si distingue per un'altissima attenzione al dettaglio e per la ricerca di pezzi d'epoca legati al design industriale del Novecento e all'artigianato d'eccellenza, elementi che trasformano l'acquisto in un investimento economico duraturo nel tempo.
A livello europeo, il settore dell'antiquariato e del second-hand di qualità sta vivendo una vera e propria età dell'oro. Paesi come Francia, Regno Unito e Belgio dettano le tendenze globali attraverso storici mercati delle pulci e gallerie specializzate. Le direttive europee sulla transizione ecologica e sull'economia circolare hanno ulteriormente legittimato questo settore, elevandolo da nicchia per amatori a pilastro della sostenibilità globale. Comprare antico oggi in Europa significa partecipare attivamente alla riduzione degli sprechi e alla conservazione di un patrimonio culturale transnazionale.
La vera rivoluzione del settore è però guidata dalle nuove generazioni. Millennials e Generazione Z stanno letteralmente facendo spopolare il vintage, ridefinendo i canoni del consumo. Spinti da una profonda coscienza ecologica e dal rifiuto della fast fashion e della produzione di massa, i giovani cercano nei mercati storici pezzi unici capaci di esprimere la propria identità. L'oggetto d'epoca diventa così un manifesto di unicità e di rispetto per il pianeta, dove il passato si contamina con il presente attraverso una narrazione visiva amplificata dai canali digitali.
L'evento è ideato, curato e coordinato dalla Brandozzi A. & C. Snc, leader storica nell'organizzazione di manifestazioni dedicate alla promozione del territorio e dell'antiquariato.
Per restare aggiornati in tempo reale sulle novità, scoprire le anteprime degli espositori e seguire il racconto fotografico dell'evento, è possibile seguire i canali social ufficiali su Facebook e Instagram digitando l'account @mercatiniantiquari.
Brandozzi Antonio & Co. snc
Via della Bonifica, 1- 63100 Ascoli Piceno
tel. 0736.256956 - mob 393.9862023
http://www.mercatiniantiquari.com