Il lebbroso di Salmacina - di Vittorio Camacci
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L’inverno del 1317, passato alla storia come l’anno senza pane, aveva lasciato cicatrici profonde su tutta l’Italia centrale. Le piogge incessanti avevano distrutto gran parte dei raccolti, il prezzo del grano era quadruplicato, lungo la Via Salaria pellegrini, contadini e mendicanti vagavano come anime in pena.
L’ospedale di San Giorgio di Salmacina, fondato dai Martelleschi più di un secolo prima, era in grande difficoltà. Le granaglie erano finite, gli animali venduti e gli stessi frati sopravvivevano grazie a donazioni sempre più rare.
In quei mesi l’amministrazione fu affidata a un religioso di ineludibile fama
fra’ Gentile da Ascoli, eremitano agostiniano, già noto in città per il suo rigore morale e per la capacità di tenere in piedi luoghi di accoglienza sul punto di crollare.
Era lui a dirigere l’ospedale quando, una notte di novembre del 1319, un uomo bussò alla porta dell’ospitale.
Il frate portinaio arretrò d’istinto.
Il volto dello sconosciuto era devastato dalla lepra nodosa: piaghe bianche, gonfiori, croste.
"Mi chiamo Pietro di Rocchetta… lasciatemi entrare. Non mangio da due giorni".
La voce era debole, ma non implorante. Era un uomo consumato dalla sofferenza, non dalla paura.
Fra’ Gentile accorse, avvolto nel suo mantello. Lo guardò senza distogliere lo sguardo, come nessuno faceva più.
'L’ospitale non rifiuta il pellegrino. Nemmeno il malato di lebbra".
Senza esitazione aprì la porta.
La decisione non piacque a tutti.
Ma fra’ Gentile era un religioso rispettato e la regola agostiniana parlava chiaro: Accogliere Cristo nel volto dell’ultimo.
Proprio in quei giorni era arrivato a Salmacina anche Magister Giovanni dei Martelleschi, designato amministratore dei beni familiari, inviato dal priorato ascolano per verificare lo stato dell’ospedale dopo la carestia.
Il suo compito era valutare i danni, verificare gli sprechi, decidere se mantenere aperta la struttura o chiuderla per un periodo.
Non si aspettava di trovare un lebbroso nel pieno della crisi.
"Fra’ Gentile, dobbiamo occuparci dei molti, non dei pochi", disse una sera, nel piccolo ufficio dell’ospedale.
"Il volto di Cristo non è nei molti né nei pochi", rispose il frate. "È in chi soffre e se chi soffre non trova rifugio qui, dove dovrebbe trovarlo"?
Giovanni non replicò. Era un amministratore, ma anche un uomo credente. Sapeva benissimo che la fama dei Martelleschi si reggeva anche su opere di misericordia che, se dimenticate, avrebbero macchiato il nome della famiglia.
Il 1317 aveva lasciato scorte misere. Il 1319 non era stato migliore.
Il freddo entrava dalle mura come una lama. I pellegrini diventavano sempre più numerosi e arrivarono anche i primi casi di febbre maligna.
Pietro, il lebbroso, peggiorava. Ma con una dignità che impressionava Giovanni.
Una sera, mentre il vento ululava tra gli archi del portico, Pietro gli chiese:
"Magister… vi chiedo solo una cosa. Non fatemi seppellire nel bosco come un animale. Vorrei riposare vicino alla cappella. Vi prego".
Giovanni sospirò.
Il diritto canonico era severo: i lebbrosi venivano sepolti separatamente per evitare il “terrore del contagio”.
Ma vide negli occhi di quell’uomo la richiesta più pura che un cristiano potesse fare: non essere dimenticato.
"Te lo prometto", disse infine.
Nel gennaio del 1320, un gelo improvviso isolò l’ospedale.
Fra’ Gentile, aiutato da Gualtiero e da due pellegrini rimasti bloccati, faceva tutto il possibile per assistere i malati.
Una notte Pietro cadde in un sonno che non era più sonno.
Fra’ Gentile gli chiuse gli occhi.
"Ora sei nelle mani di Dio".
I frati prepararono il corpo secondo l’usanza.
Quando Giovanni si presentò con la spalla coperta di neve per annunciare che avrebbe onorato la promessa, il priore protestò: "È contro le norme! La lebbra contamina il suolo sacro"!
"Allora contaminerà anche la mia coscienza", rispose Giovanni. "Non posso accettarlo".
Fra’ Gentile si schierò al suo fianco.
"È scritto nel Vangelo: Ero malato e mi avete visitato. Questo vale anche dopo la morte".
Nonostante le proteste, Pietro fu sepolto sotto un piccolo nespolo, dentro il recinto sacro, accanto alla cappella di San Giorgio.
Giovanni pagò una croce semplice di legno.
Il fatto fu registrato negli archivi
(Anno Domini 1320, nel mese di gennaio, fu accolto un pellegrino malato di lepra, chiamato Pietro di Rocchetta, il quale rese l’anima a Dio presso l’Ospitale di Salmacina. Per volontà del Magister Giovanni de Martelleschi, con consenso di fra’ Gentile eremita, fu sepolto vicino alla cappella, in caritate Christi).
Quella scelta, semplice ma rivoluzionaria per l’epoca, divenne un piccolo precedente. Da allora nei dintorni di Salmacina si ricordò che un lebbroso, nel tempo della grande carestia, fu trattato da uomo, non da rifiuto.
Molti pellegrini, passando da lì, si fermavano un momento davanti a quella croce senza nome. Semplicemente per pregare e per non dimenticare.
Vittorio Camacci
Mercatino Antiquario di Ascoli Piceno 17 e 18 gennaio
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Mercatino Antiquario di Ascoli Piceno
17 e 18 gennaio
Ascoli Piceno si prepara ad accogliere una nuova edizione del suo celebre Mercatino Antiquario, un appuntamento imperdibile che, il terzo fine settimana del mese, anima il centro storico della città. Sabato 17 e domenica 18 gennaio 2026, oltre 150 espositori provenienti da tutta Italia daranno vita a una straordinaria esposizione di antiquariato, collezionismo, vintage, hand made e rarità uniche.
Sant'Antonio e i Canti di Questua: Sabato 17 e domenica 18 gennaio dalle ore 16:00, le vie del centro saranno animate dai cantori dei canti di questua, una celebrazione unica che avviene solo una volta all’anno. Non perdere questa occasione per immergerti nel folklore locale.
Negli ultimi anni, il commercio dell'antiquariato e del vintage ha registrato una crescita esponenziale, attirando l'attenzione di un pubblico sempre più vasto e variegato. Con l'avvicinarsi del 2026, le previsioni indicano un ulteriore incremento dell'interesse per il settore vintage, spinto da diverse tendenze emergenti. Uno dei principali fattori di attrazione è rappresentato dalla sostenibilità. L'acquisto di pezzi d'epoca non solo offre l'opportunità di possedere oggetti unici e ricchi di storia, ma contribuisce anche a un approccio più responsabile nei confronti dell'ambiente. Optare per il vintage significa infatti promuovere il riuso e il riciclo, riducendo così l'impatto ambientale legato alla produzione di nuovi beni. Inoltre, la personalizzazione degli oggetti vintage sta diventando una pratica sempre più popolare. Questo consente ai consumatori di adattare arredi e accessori ai propri gusti e stili personali, trasformando pezzi d'epoca in elementi distintivi per le loro case. La possibilità di dare nuova vita a oggetti storici, rendendoli unici e in linea con le tendenze contemporanee, è un aspetto che continua a conquistare gli appassionati. Infine, il ritorno alla moda e al design degli anni '80 e '90 sta influenzando in modo significativo le scelte dei consumatori. La nostalgia per queste decadi, caratterizzate da colori vivaci, forme audaci e stili iconici, si riflette nella crescente domanda di pezzi che richiamano quel periodo. Questa tendenza non solo celebra il passato, ma incoraggia anche un dialogo tra stili diversi, creando un mix affascinante di antico e moderno.
In questo contesto, il Mercatino Antiquario di Ascoli Piceno si inserisce come un'importante piattaforma per promuovere questi valori e tendenze, offrendo ai visitatori l'opportunità di esplorare un mondo ricco di storie e significati.
Non mancare a questo appuntamento speciale che unisce arte, cultura, tradizione e intrattenimento. Il Mercatino Antiquario di Ascoli Piceno ti aspetta per regalarti due giorni di emozioni e scoperte indimenticabili.
ATTENZIONE: nel mese di febbraio il mercatino Antiquario non si svolgerà per la concomitanza con il Carnevale. Prossimo appuntamento 14 e 15 marzo.
???? Data: 17 e 18 gennaio
???? Dove: centro storico di Ascoli Piceno
⏰ Orari: corso Trieste e piazza del Popolo sabato e domenica dalle 9 alle 19.
Via del Trivio, piazza Roma e chiostro di San Francesco sabato dalle 15 alle 19, domenica dalle 9 alle 19.
????️ Ingresso: Gratuito
????️ Espositori: Oltre 150 di antiquariato, vintage e artigianato.
???? Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
???? Sito web: www.mercatiniantiquari.com
???? Contatti: 0736256956 | 3939862023
Al PalaFolli teatro arriva “La nutrice, Romeo & Giulietta”
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Ascolinscena
Nuovo anno, nuovo spettacolo:
al PalaFolli teatro arriva “La nutrice, Romeo &
Giulietta”
Torna dopo la pausa natalizia la Rassegna di commedie Ascolinscena al Teatro PalaFolli di Ascoli Piceno.Sabato 17 gennaio alle ore 21:00 il palco ascolano ospiterà la Compagnia Teatrale Arca con lo spettacolo “La nutrice, Romeo & Giulietta”.Di certo Shakespeare non vedrà questa commedia, ma, se fosse chiamato in causa, sicuramente avrebbe di che... ridere. Sì, perché non c’è nulla di tragico in questa commedia ma molto da divertirsi!“La nutrice, Romeo & Giulietta” è un adattamento di “Sono sempre in ritardo di un anno”. Si tratta di una commedia brillante scritta nel 2007 da Corrado Vallerotti, attore, autore di testi teatrali, ispirata al “Romeo e Giulietta” di Shakespeare. Pur non stravolgendone completamente la trama, l’autore presenta una galleria di personaggi pittoreschi e stravaganti che, in un meccanismo ricco di ritmo, imprevisti e colpi di scena, danno vita a gag vivaci e situazioni esilaranti in cui il pubblico viene immediatamente coinvolto e irresistibilmente trascinato fino al termine.
La “Compagnia Teatrale ARCA” nasce nel 1980 a Trevi (PG) ed adotta il nome “ARCA” a testimonianza della volontà dei fondatori di considerare la Compagnia come un’enorme nave nella quale ognuno che ne fa richiesta, può salpare diretto alla scoperta dell’affascinante mondo del teatro. Negli anni l’Arca ha collezionato successi e premi in tutta Italia ed anche nelle edizioni passate di Ascolinscena. Questo appuntamento è un gradito ritorno di una delle compagnie teatrali che ha riscosso più successo nella rassegna ascolana.
La Rassegna Ascolinscena, organizzata da DonAttori, Li Freciute e la Compagnia dei Foll, è un concorso che va in scena da diciotto edizioni e che riscuote sempre grande successo tra il pubblico, che, se abbonato, è chiamato ad assegnare il Premio Gradimento del Pubblico con il proprio voto.
Al termine dello spettacolo il pubblico potrà salutare attori e regista durante la piccola degustazione di vino e assaggi di stuzzichini offerti dal supermercato Tigre di Villa Pigna, sostenitore da anni della Rassegna Ascolinscena.
Sono ancora disponibili alcuni biglietti presso il PalaFolli Teatro oppure on-line su www.palafolli.it (costo € 13,00)
Info www.palafolli.it – 0736 35 22 11
Percorsi di arte e cultura
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Domenica 18 Gennaio
“Percorsi di arte e cultura” a Monsampolo del Tronto
Il Circolo Oscar Romero Aps/Asd, in collaborazione con il Comune di Monsampolo del Tronto e U.S: Acli Comitato Regionale Marche APS, organizza l’iniziativa “Percorsi di Arte e Cultura”, dedicata alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico locale. L’evento si terrà domenica 18 gennaio 2026 alle ore 9:30, con ritrovo presso lo spazio antistante l’Abbazia dei Santi Benedetto e Mauro, nella frazione Stella di Monsampolo del Tronto. Sono previste visite guidate gratuite con guida turistica all’Abbazia e a seguire anche al borgo di Monsampolo del Tronto. La partecipazione è gratuita ma soggetta a prenotazione obbligatoria tramite messaggio al numero 3939365509 entro il 16 gennaio. Il numero massimo di partecipanti è fissato a 50. L’iniziativa rientra nel progetto “Gli Itinerari della Fede”, volto a promuovere la conoscenza dal punto di vista storico e artistico dei luoghi di culto e delle tradizioni spirituali del territorio. Un’occasione per vivere un’esperienza culturale immersiva tra arte, storia e spiritualità in uno dei borghi più affascinanti delle Marche.