35^ Stagione Cotton Jazz Club Ascoli
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Il prossimo venerdi 06 Febbraio alle ore 21.00
si terrà il sesto concerto della trentacinquesima stagione con il
Mikkel Ploug Quartet feat. Mark Turner
UNDICI CONCERTI PER LA TRENTACINQUESIMA STAGIONE
Dopo il bellissimo e coinvolgente concerto del Lorenzo Conte Quartet,
il prossimo Venerdi 06 Febbraio, il palco del Cotton Jazz Club ospiterà una delle più longeve collaborazioni tra la musica europea ed americana:
Mikkel Ploug Quartet feat. Mark Turner.
La loro musica parla il linguaggio internazionale, una vera mescolanza tra la musica improvvisata di matrice nord-europea e quella americana rappresentata da una delle più autorevoli voci del jazz newyorkese: Mark Turner
INFO E PRENOTAZIONI
Vi ricordiamo che sarà possibile cenare con il catering Chez Toi di Maria Chiara Giorgi. Basterà prenotare tramite messaggio Whatsapp al numero 320.8007283. Per info concerto messaggio Whatsapp al 331.3242057
STAGIONE 2025-2026
06 FEBBRAIO MIKKEL PLOUG 4et Feat. MARK TURNER
06 MARZO GREG OSBY & FLORIAN ARBENZ QUARTET
20 MARZO JEROME SABBAGH QUARTET
10 APRILE RALPH ALESSI QUARTET
17 APRILE VITTORIO SOLIMENE QUARTET
22 MAGGIO MARCO POSTACCHINI OCTET
CONTATTI
indirizzo: Via del commercio snc (AP) >> Google Maps | Apple Maps
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel.: 331.3242057
Ascoli ecumenica
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“Cattolici, ebrei e ortodossi: Ascoli ecumenica”
– percorso culturale il 31 gennaio ad Ascoli Piceno
Sabato 31 gennaio, dalle ore 14:45 alle 17,30 circa, si svolgerà ad Ascoli Piceno un evento culturale gratuito promosso da Unione Sportiva Acli Marche: “Cattolici, ebrei e ortodossi: Ascoli ecumenica”.
L’iniziativa rientra nel progetto “SSC - Social smart city” del Comune di Ascoli Piceno (capofila dell’Ambito Territoriale Sociale XXII), nato grazie al bando “Educare in comune” della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia. Coordinato dalle Acli provinciali, il progetto mira a creare una rete di enti del terzo settore e di comuni impegnati a costruire un sistema di welfare sussidiario, capace di valorizzare i servizi esistenti e attivarne di nuovi per il benessere della comunità.
Il percorso prenderà avvio da Piazza Roma e si svilupperà come una camminata guidata attraverso alcuni luoghi significativi della città. La guida accompagnerà i partecipanti alla scoperta degli spazi, delle testimonianze storiche e degli episodi che raccontano la presenza e l’incontro, nel corso dei secoli, tra le diverse confessioni religiose — cattolica, ebraica e ortodossa — che hanno contribuito alla storia culturale di Ascoli.
Per partecipare gratuitamente è necessario prenotarsi inviando un messaggio al numero 3939365509, indicando nome e cognome. È previsto un massimo di 100 partecipanti.
Carnevale sostenibile 2026: “Il Carnevale dura un giorno, i coriandoli no”
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In occasione delle celebrazioni del Carnevale 2026, l'associazione Marche a rifiuti zero promuove un’iniziativa di sensibilizzazione ambientale rivolta a studenti, famiglie e cittadini, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale legato all’uso dei coriandoli.
I tradizionali coriandoli, spesso realizzati con materiali non biodegradabili o trattati con coloranti, rappresentano una fonte significativa di inquinamento. Una volta dispersi nell’ambiente, finiscono nel suolo, nelle fognature, nei corsi d’acqua e, in molti casi, nel mare, contribuendo al degrado degli ecosistemi terrestri e marini. Anche quelli apparentemente “naturali” possono richiedere tempi lunghi di decomposizione e generare un impatto ambientale non trascurabile.
Per queste ragioni, e in coerenza con i valori di educazione ambientale e cittadinanza responsabile che l'associazione promuove quotidianamente, invitiamo la comunità a evitare l’utilizzo di coriandoli durante le attività di Carnevale organizzate nei luoghi pubblici, all'aperto, nelle piazze e nei giardini o in spiaggia, nonché in contesti privati come feste in abitazioni di parenti o amici.
L’iniziativa vuole essere un’occasione educativa e culturale per ricordare che anche piccoli gesti possono fare la differenza nella tutela dell’ambiente e del mare, incoraggiando comportamenti più consapevoli e sostenibili.
Il Carnevale può essere festoso, creativo e coinvolgente anche senza lasciare tracce. Tra le alternative sostenibili proposte:
• giochi di ombre, luci e proiezioni colorate;
• musica, cori, applausi e strumenti sonori;
• coreografie collettive e performance;
• maschere, ventagli, nastri e accessori riutilizzabili;
• trucco e pittura per il viso;
• filtri di realtà aumentata tramite app per smartphone.
Ringraziamo tutte le famiglie e i cittadini per la collaborazione e il sostegno nel promuovere un Carnevale più sostenibile, rispettoso dell’ambiente e attento al futuro delle nuove generazioni.
Scegliamo un Carnevale più consapevole: festeggiamo, ma senza lasciare tracce.
Il maiale - di Vittorio Camacci
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Quando si faceva il maiale a Spelonga l’inverno era già padrone.
La neve chiudeva le strade, il paese si rannicchiava e la fame stava dietro l’angolo. Io ero un bambino e certe mattine mi svegliavo con l’odore forte della carne appena lavorata che mi entrava nel naso prima ancora della luce. Pepe, aglio, fumo, budello fresco. Un odore che non era festa ma promessa: si sarebbe tirato avanti.
Nella stanza buona pendevano le pertiche. Salami a coppie, salsicce arrotolate, qualche pancetta legata stretta. Il soffitto basso li teneva come poteva. Il freddo entrava dagli infissi storti e mi bruciavano le orecchie, ma non mi muovevo. Guardavo quel bottino come si guarda una refurtiva messa al sicuro. A Spelonga si faceva così: prima in casa, poi in cantina, appesi in alto, lontani dai topi e dall’umido cattivo. La carne doveva asciugare bene, senza fretta. Chi aveva fretta restava senza.
I prosciutti non restavano tra le mura. Dopo il sale e il pepe, tanto sale da far paura, finivano nelle cantine. Cantine fredde, scavate nella terra viva, dove l’aria non cambiava mai. Ci si scendeva piano, come in un posto che non era solo deposito. Quando, mesi dopo, mio padre ne tirava fuori uno, lo puliva in silenzio. Via la muffa per i gatti, sotto il grasso chiaro e poi il magro scuro. Le prime fette non erano nostre. Era la regola. A casa, però, quella sera si mangiava meglio e nessuno faceva domande.
Gennaio era il mese giusto. Il freddo fermava la carne e teneva lontano il male. I soldi erano finiti, si segnava ovunque, si campava stretto. Per questo il maiale non era una festa allegra: era una necessità. Si ammazzavano uno alla volta, tra vicini, per scambiarsi il fresco e non buttare niente. Del maiale non si perdeva nulla. Niente.
Le setole si tenevano, le ossa si bollivano, il sangue si cucinava anche se non piaceva. Le budella si lavavano per giorni nell’acqua fredda, le mani spaccate, la pazienza lunga. Quando si facevano " le 'mmasciate" la casa diventava un campo di lavoro: coltelli, tavole, mani rosse, poche parole. A sera il maiale non esisteva più. Al suo posto c’erano mesi di resistenza.
Mia madre metteva sul fuoco muso, zampa, orecchio. Il bollito scaldava più della stufa. Il brodo grasso faceva stare zitti. Il riso io non lo mangiavo, ma non dicevo niente.
C’era un momento che aspettavo ogni anno. Quando la carne per i salami era condita, mio padre faceva delle polpettine sulla piastra. “Assaggiate”, diceva. Io e i miei fratelli masticavamo piano. Non era solo il gusto. Era sapere che, per un altro inverno, la fame avrebbe dovuto aspettare fuori.
Ora Spelonga, raramente, dorme ancora sotto la neve. Molte stalle sono vuote, molte cantine chiuse. Ma quell’odore me lo porto addosso. Non era solo carne e spezie. Era difesa. Era comunità. Era montagna che stringe i denti e non molla.
Vittorio Camacci