IMG 20250721 WA0000In una calda e assolata dimenica di luglio, il piccolo borgo di Borgonovo, frazione di Torricella Sicura in provincia di Teramo, ha ospitato con entusiasmo una delle tante tappe del Festival dei Borghi Rurali della Laga. Adagiato su antichi massi di arenaria e circondato da colline che raccontano secoli di vita contadina, il borgo ha accolto oltre duecento partecipanti, giunti un po' da tutta Italia, con qualche presenza anche dall' estero, per vivere un’esperienza immersiva tra storia, natura e tradizioni. La giornata si è aperta con una ricca colazione contadina offerta dalla comunità locale, tra dolci fatti in casa, biscotti appena sfornati e caffè fumante. Poi, la comitiva ha intrapreso una suggestiva passeggiata lungo le colline circostanti, accompagnata da guide del luogo che hanno raccontato aneddoti e leggende del territorio. Tra le storie più suggestive, quella di un abitante del borgo che, in tempi remoti, tentò di raggiungere Poggio Rattieri durante una violenta bufera di neve, ma fu assalito da un lupo che lo azzannò alla gola, lasciandolo senza scampo nella neve. La marcia si è conclusa in un’aia erbosa, dove il tempo sembrava essersi fermato. IMG 20250720 WA0000Qui è andata in scena una dimostrazione di trebbiatura secondo le tecniche tradizionali descritte nei pannelli espositivi del festival. Tra trattori d'epoca, forconi, “manucchi” e “biche”, il lavoro della mietitura e della trebbiatura ha rivissuto sotto gli occhi incuriositi del pubblico, che ha potuto toccare con mano il faticoso ma affascinante mondo agricolo di un tempo. Il percorso esperienziale è proseguito con il laboratorio della preparazione della pasta fatta in casa e del pane, un’occasione per tramandare alle nuove generazioni i saperi antichi legati al cibo e alla convivialità. A chiudere in bellezza la giornata, un ricco pranzo offerto dalla comunità, a base di piatti tipici, vino locale, frutta e dolci della tradizione, accompagnati da canti e balli popolari. L ’ultima danza è stata riservata alla quadriglia, la classica ballata collettiva che ha coinvolto tutti: partecipanti, ospiti, cuochi, musicisti e organizzatori, in un grande abbraccio comunitario che ha celebrato non solo la fine della giornata, ma il senso profondo di appartenenza a una cultura che, anche se minacciata dall’oblio, continua a vivere nelle piazze, nei racconti e nei cuori di chi la sa riconoscere e tramandare.

Vittorio Camacci

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